Nel piano di studi della nostra scuola è prevista un’area di opzionalità per gli studenti delle Classi Terze e Quarte. Quest’anno le materie opzionali (perché si tratta di materie a tutti gli effetti) saranno DIECI e sono descritte in queste schede così che ogni studente possa scegliere con cura e approfittare davvero di questa opportunità per coltivare interessi e passioni o sperimentare cose nuove.
Le lezioni inizieranno Giovedì 1 Ottobre 2026 con due ore settimanali (10.25/12.05).
Le iscrizioni aprono venerdì 18 Settembre alle 15.00 e termineranno giovedì 24 settembre alle 24.00.
Prof.ssa Paola Riotti
Due o tre cose da sapere
Il cinese è oggi una delle lingue più parlate al mondo e conoscere almeno le sue basi significa entrare in contatto non solo con un nuovo sistema linguistico, ma anche con una cultura e una società ricche e in continua trasformazione. Il laboratorio propone un primo approccio alla lingua cinese, pensato per chi parte da zero o desidera consolidare le proprie conoscenze di base.
Imparare il cinese può sembrare inizialmente una sfida, soprattutto per la presenza dei caratteri e per l’importanza dei toni nella pronuncia. La lingua sarà inoltre presentata come uno strumento per conoscere meglio la Cina contemporanea: accanto agli aspetti linguistici, il laboratorio offrirà occasioni per scoprire tradizioni, abitudini, società contemporanea, cultura giovanile e modalità di comunicazione, favorendo un confronto tra realtà culturali diverse.
Cosa faremo in questo laboratorio
Il laboratorio avrà un’impostazione prevalentemente pratica e interattiva. Partiremo dalle basi del cinese, imparando a riconoscere e utilizzare espressioni ed elementi linguistici utili nella comunicazione quotidiana.Impareremo inoltre a leggere e scrivere alcuni caratteri cinesi, scoprendone la struttura, l’ordine dei tratti e il significato. Le attività saranno accompagnate dall’apprendimento del pinyin, il sistema di trascrizione fonetica che permette di leggere e pronunciare correttamente le parole cinesi.
Il laboratorio sarà anche un’occasione per andare oltre la lingua e conoscere alcuni aspetti della cultura cinese: tradizioni e festività, vita quotidiana, società contemporanea, nuove generazioni, musica, social media e cultura giovanile.
Cosa saprai fare, alla fine
Avrai acquisito le basi per avvicinarti alla lingua cinese con maggiore autonomia e sicurezza. Saprai riconoscere e utilizzare alcune espressioni fondamentali della comunicazione quotidiana, presentarti, salutare, porre e comprendere semplici domande e partecipare a brevi conversazioni su situazioni familiari. Ma soprattutto, avrai imparato a guardare la lingua all’interno del suo contesto culturale. Conoscerai alcuni aspetti delle tradizioni e della società cinese contemporanea e avrai avuto l’opportunità di confrontarti con la cultura giovanile e con diversi modi di comunicare. L’obiettivo finale non è quindi soltanto “imparare un po’ di cinese”, ma acquisire gli strumenti linguistici e culturali per avvicinarti alla Cina e alle persone di lingua e cultura cinese con curiosità, consapevolezza e apertura interculturale.
Vedremo poi la possibilità di sostenere la certificazione internazionale HSK livello 1 che corrisponde ad un A1 del QCER al termine di una eventuale doppia annualità del corso.
Prof. Maurizio Castrezzati
Due o tre cose da sapere
Devi essere curioso, aver voglia di sapere cosa succede nel mondo, perché il mondo cambia velocemente, tutto è sempre più interconnesso e globale. La geopolitica ci interessa perché riguarda mondi “così lontani e così vicini”. Devi aver voglia di approfondire ciò che leggi sui social, andare oltre il titolo di una notizia, oltre gli slogan e le fake news che riempiono il nostro quotidiano. Devi aver voglia di provare a cambiare il tuo punto di vista e scoprire storie, personaggi ed equilibri nuovi.
Cosa faremo in questo laboratorio
Apriremo finestre sul mondo per confrontarci sull’attualità geopolitica: leggendo e commentando notizie, raccontando storie di protagonisti di oggi e del passato, discutendo di viaggi, di politica, di società, di economia, di ambiente, di demografia, di migrazioni, di guerra e pace, di aiuto umanitario, di cooperazione internazionale. Cercheremo di comprendere cause e ripercussioni di certe scelte politiche, economiche e sociali. Analizzeremo come fenomeni, processi e avvenimenti sono determinati da interessi economici mondiali, e perché diventano rilevanti anche per la nostra vita. Utilizzeremo diversi mezzi di informazione navigando nel web: notizie in rete, giornali on line, podcast, youtube, social network, AI. Realizzeremo contenuti multimediali sulle notizie analizzate (post, reel, immagini, citazioni e testi di canzoni..) per raccontare quanto abbiamo compreso di quelle notizie, che impatto hanno avuto su di noi e del perché ne vogliamo parlare.
Cosa saprai fare, alla fine
Apriremo finestre sul mondo per confrontarci sull’attualità geopolitica: leggendo e commentando notizie, raccontando storie di protagonisti di oggi e del passato, discutendo di viaggi, di politica, di società, di economia, di ambiente, di demografia, di migrazioni, di guerra e pace, di aiuto umanitario, di cooperazione internazionale. Cercheremo di comprendere cause e ripercussioni di certe scelte politiche, economiche e sociali. Analizzeremo come fenomeni, processi e avvenimenti sono determinati da interessi economici mondiali, e perché diventano rilevanti anche per la nostra vita. Utilizzeremo diversi mezzi di informazione navigando nel web: notizie in rete, giornali on line, podcast, youtube, social network, AI. Realizzeremo contenuti multimediali sulle notizie analizzate (post, reel, immagini, citazioni e testi di canzoni..) per raccontare quanto abbiamo compreso di quelle notizie, che impatto hanno avuto su di noi e del perché ne vogliamo parlare.
La partecipazione a questo laboratorio costituisce credito per l’accesso ai programmi di mobilità internazionale.
Prof.ssa Starla D. Coffee
Due o tre cose da sapere
Per fare un discorso convincente non basta soltanto preparare un testo da recitare ad alta voce. Serve anche saper capire chi abbiamo davanti, decidere cosa vogliamo comunicare e trovare il modo più efficace per farlo. Entrano in gioco la voce, il ritmo, le pause, il linguaggio del corpo, ma anche la capacità di raccontare, spiegare, convincere e reagire quando non abbiamo avuto il tempo di preparare ogni parola.
Parlare davanti a un gruppo può innervosirci, il che è normale. Magari sappiamo perfettamente cosa vogliamo dire, ma nel momento in cui tutti ci ascoltano può diventare difficile organizzare le idee, trovare le parole giuste o semplicemente sentirsi a proprio agio. Il nostro corso è uno spazio in cui ognuno può provare, sbagliare, riprovare e allenarsi, sempre sentendosi supportato dai compagni. Con la pratica, il processo diventerà sempre più facile. Il corso è aperto a tutti, ma è più adatto a chi ha consolidato alemno un livello B1.
Cosa faremo in questo laboratorio
Entrano in gioco la pratica e l’impegno, perché andremo a perfezionare aspetti come la pronuncia, l’intonazione, il ritmo e il linguaggio del corpo. Ascolteremo e analizzeremo esempi diversi di public speaking per capire cosa rende uno speaker interessante ed efficace, per poi prendere spunto dalle tecniche usate e metterle in pratica in prima persona.
Ci alleneremo attraverso discorsi preparati e attività più spontanee, sperimentando forme diverse come storytelling, persuasive speaking, stand-up comedy e improvvisazione. Ti verrà chiesto di fare diverse esposizioni durante l’anno, per poi concludere con un discorso su un tema scelto da te.
Cosa saprai fare, alla fine
Saprai organizzare e presentare le tue idee in modo più chiaro e coinvolgente, adattando il tuo modo di parlare alla situazione e alle persone che hai davanti. Per quanto riguarda l’inglese, avrai più confidenza nel parlare davanti a un gruppo e lo farai con più fluidità e naturalezza. Saprai raccontare una storia, spiegare un’idea, costruire un discorso convincente e mantenere l’attenzione del pubblico, sia quando hai avuto il tempo di prepararti sia quando devi parlare spontaneamente.
La partecipazione a questo laboratorio costituisce credito per l’accesso ai programmi di mobilità internazionale.
Prof. Paolo Civardi
Due o tre cose da sapere
Interagiamo continuamente con algoritmi, codici e sistemi cosiddetti intelligenti, quasi sempre senza accorgerci e questi strumenti evolvono a una velocità sorprendente, invadendo ogni ambito, senza limiti geografici, temporali o sociali.
Capire davvero come funzionano queste tecnologie è molto più difficile che utilizzarle, anche per chi le sta sviluppando! Forse allora dovremmo rallentare e darci tempo e spazio per analizzare meglio i processi che governano sempre più la nostra vita, non solo digitale.
Il Digital LAB potrebbe essere proprio questo tempo e spazio in cui AI, cyber security, privacy, big data, … non siano soltanto parole, ma diventano oggetto di indagine, scoperta e approfondimenti. Affronteremo questi temi con tecniche e strumenti quali l’hacking, il coding, il project design, l’etica, i diritti digitali e la sostenibilità, questioni che attraversano e trasformano il mondo che stiamo vivendo, …si parte!
Cosa faremo in questo laboratorio
Nei primi incontri del Digital Lab raccoglieremo le nostre domande, richieste e dubbi cercando insieme delle fonti e degli eventi, di oggi e di ieri, che ci offrano delle ipotesi o delle risposte su cui ci confronteremo per verificarle e cercare di comprenderle e approfondirle.
Gli incontri successivi saranno invece dedicati alla definizione e realizzazione di Project Work, personali o di gruppo, la cui ideazione vi chiederà consapevolezza e creatività circa il tema che avrete scelto, disponibilità ad adeguarli alle risorse e competenze disponibili o che potreste acquisire, tenacia e collaborazione nel realizzarli, documentarli e comunicarli.
I Project Work andranno pensati per essere creativi, divergenti, intelligenti e giocosi, ma anche utili e condivisibili. Due binari ci affiancheranno nella realizzazione del Project Work: AI e Hacking, il primo come argomento o strumento, il secondo come approccio e mentalità.
Cosa conoscerai e saprai fare, alla fine
Saprai analizzare un sistema AI con mente aperta e occhi più attenti. Saprai chiederti come sono stati addestrati, con quale logica operano, quali pregiudizi nascondono, quanto sono sostenibili e saprai distinguere meglio tra l’output generato e la realtà dei fatti. Saprai partecipare a una discussione su AI, sicurezza, privacy… non solo spiegando cosa pensi, ma perché lo pensi, ascoltando chi ha una visione diversa della tecnologia e mettendo alla prova le tue convinzioni. Saprai orientarti meglio nella complessità del digitale oggi, avrai provato a realizzare un vero progetto digitale, concreto e utile anche ad altre persone, avrai partecipato alla sua ideazione, pianificazione, produzione, alla sua pubblicazione comunicazione.
I contenuti e i livelli delle competenze li decideremo insieme per raccogliere le sfide e raggiungere, un passo alla volta, nuovi traguardi. Potrai così far nascere e/o consolidare una tua idea di cosa ti piacerebbe fare nel prossimo futuro, anche non necessariamente legato alle tecnologie.
Prof. Francesco Visentin
Due o tre cose da sapere
L’impulso creativo è un’urgenza dell’essere umano da quando sta sul pianeta. Il problema è incanalarlo ed esprimerlo nella maniera corretta. Com’è che lo sgorbio disegnato su un quaderno diventa un murales? Quanti sono i materiali che abbiamo a disposizione per comunicare oltre le parole? Che differenza c’è tra una stampa, un quadro, una scultura, una installazione? È vero che posso creare un’opera anche strappando e rompendo cose? Risponderemo a tutte queste domande con la pratica, e se serve – solo se serve – un pizzico di teoria. Ma… in questo laboratorio ci si sporca? Sì, un sacco.
Cosa faremo in questo laboratorio
Durante l’anno si proveranno alcune delle tecniche artistiche più comuni, alcune tradizionali altre meno convenzionali: disegno, stampa, pittura, modellato, dripping, installazioni, performance… il percorso non è tracciato, si navigherà a vista, seguendo gli interessi e le intuizioni dei partecipanti, rispondendo alle proposte e alle provocazioni dell’insegnante, costruendo ogni lezione sui risultati della precedente. Nell’arte il caso, l’incidente, la serendipità hanno portato risultati migliori della progettazione. Ma bisogna farsi trovare pronti, con gli strumenti adatti: per questo sarà importantissimo sviluppare innanzitutto delle competenze pratiche nelle varie discipline artistiche.
Cosa saprai fare, alla fine
Saprai immaginare, progettare e costruire un prodotto artistico, che poi potrà diventare l’inizio di un percorso che potrebbe anche portarti a diventare il nuovo Picasso, ma che potrebbe anche diventare una passione da coltivare nel tempo libero. Saprai leggere più consapevolmente un’opera d’arte per il semplice fatto che saprai davvero cosa è e come si fa: avrai toccato con mano i materiali tradizionali e contemporanei, e avrai sperimentato quanto è difficile dare forma alla creatività, ma anche quanta soddisfazione può dare esprimere quello che le parole non possono sempre dire.
E’ possibile anche presentare un progetto individuale (al massimo in due o tre per progetto)
per attività di studio, ricerca, approfondimento, formazione.
La realizzazione di un progetto può avvenire nel “contenitore” dei laboratori avendo come riferimento l’orario, il docente e lo spazio fisico in cui si svolge un laboratorio (ovviamente se questo è compatibile con l’attività) oppure anche in tempi e in luoghi diversi, con un insegnante-tutor. L’impegno in termini di quantità deve essere analogo a quello dei laboratori
(50 ore, documentabili). L’ambito del progetto deve essere su un’area di innovazione.
L’attività deve essere certificabile e deve produrre cose o competenze che possano essere oggetto di valutazione.
La candidatura va fatta attraverso il format che trovi sul sito e che dovrai inviare.
Prof.ssa Elisa Mangiavacca
Due o tre cose da sapere
La matematica non è fatta soltanto di formule e calcoli. Può nascondersi in un cubo di Rubik, in un messaggio segreto, in un gioco di probabilità o in un enigma da risolvere. Dietro a queste attività ci sono strategie, algoritmi, logica e ragionamento. Anche scegliere la strada migliore per raggiungere una destinazione o capire quale decisione conviene prendere può trasformarsi in un problema matematico. Questo laboratorio parte proprio dai giochi e dagli enigmi per scoprire una matematica diversa da quella che siamo abituati a vedere sui libri: una matematica da esplorare, sperimentare e mettere alla prova.
Cosa faremo in questo laboratorio
Ci metteremo alla prova con giochi, sfide ed enigmi che ci porteranno a scoprire alcuni aspetti sorprendenti della matematica. Esploreremo strategie e algoritmi, probabilità e paradossi, messaggi segreti e codici, percorsi e reti. Affronteremo problemi in cui non basterà conoscere una formula: serviranno intuizione, logica, capacità di osservare e di scegliere la strategia giusta. Tra le sfide incontreremo giochi di strategia, enigmi logici e problemi apparentemente semplici ma capaci di mettere in crisi le nostre intuizioni. E, chissà, potrebbe esserci anche qualche sfida da risolvere contro il tempo.
Cosa saprai fare, alla fine
Alla fine del laboratorio avrai scoperto che la matematica non serve soltanto a risolvere esercizi, ma può aiutarti a ragionare, scegliere strategie, risolvere problemi e mettere alla prova le tue intuizioni.
Avrai imparato a guardare giochi e situazioni quotidiane con occhi diversi, riconoscendo la matematica che si nasconde dietro di essi e sperimentando un modo di fare matematica fatto di curiosità, sfide e scoperta.
Prof.ssa Federica Gagliardi
Due o tre cose da sapere
Una voce che racconta bene si riconosce subito: sa quando fare una pausa, come aprire una storia, che cosa lasciare fuori. Scrivere per l’ascolto non significa scrivere in modo più semplice, ma scrivere in un altro modo, pensato per chi non può tornare indietro a rileggere una frase. Chi ascolta è quasi sempre altrove: in autobus, in cucina, per strada… e va conquistato una frase alla volta. In questo laboratorio si parte da qui: poche regole di scrittura per l’audio, concrete e subito utilizzabili, per arrivare a costruire un podcast vero, dall’idea al montaggio.
Cosa faremo in questo laboratorio
Partiremo dagli elementi base della scrittura per l’audio: come si apre un episodio senza perdere chi ascolta nei primi secondi, come si tiene il ritmo, come si prepara e si conduce un’intervista, come un’idea scritta diventa un testo che suona naturale detto ad alta voce. Ascolteremo insieme alcuni podcast fatti bene, per capire che cosa funziona e perché. Passeremo poi alla pratica: sceglieremo un soggetto, lo racconteremo in modo efficace e lo trasformeremo in una storia da ascoltare. Scriveremo lo script, registreremo l’episodio, impareremo a montarlo e pubblicheremo il nostro podcast. Si lavorerà come in una piccola redazione, dove ogni voce conta e ogni scelta va motivata.
Cosa saprai fare, alla fine
Saprai scrivere un testo pensato per essere ascoltato, curando ritmo, apertura e chiarezza. Saprai strutturare un episodio dall’idea allo script, preparare un’intervista e ascoltare davvero chi hai davanti. Saprai usare gli strumenti base per registrare e montare l’audio, e riconoscere, in ciò che ascolti, le scelte di chi l’ha costruito. E potrai dire di aver creato un podcast completo, nato da un’idea condivisa e costruito passo dopo passo. Del resto il podcast l’aveva già inventato Gianni Rodari nel 1962. In Favole al telefono una bambina chiede al padre: “Mi raccomando, papà: tutte le sere una storia”. E lui, alle nove in punto, da qualunque città d’Italia si trovi, telefona a casa e racconta. Storie corte, perché la telefonata la paga lui, e così belle che le centraliniste smettono di lavorare per ascoltarle.
Fare un podcast, in fondo, è proprio questo: qualcuno che aspetta la tua voce, e una voce che merita di essere aspettata.
Prof. Angelo Facchetti, Pietro Mazzoldi e Teresa Cinquetti
Due o tre cose da sapere
C’è chi si iscrive a un laboratorio di teatro perché vuole capire meglio se stesso, perché gli piace stare con gli altri o perché ha voglia di provare qualcosa di nuovo. Altri si iscrivono perché hanno tante cose da dire, perché si arrabbiano davanti alle ingiustizie o perché si chiedono che senso abbia il mondo in cui stanno crescendo. Poi ci sono quelli che al teatro non hanno mai pensato o lo vedono come qualcosa di pesante, vecchio, polveroso e pure noioso. Forse hanno ragione loro. Forse no. Non sappiamo che idea tu abbia di teatro, ma di sicuro sappiamo che il teatro non è uno solo: le forme e i modi di stare sul palco sono infiniti e se ci provi siamo sicuri che ne troverai uno giusto per te.
Cosa faremo in questo laboratorio
Farai esercizi di movimento e di relazione: da solo, nello spazio, con gli altri. Prenderai confidenza con la gestione del corpo, della voce, delle emozioni. Giocherai con le parole, con i testi, con i dialoghi. Parleremo di ambiente, disuguaglianze, tecnologia, futuro. Ci chiederemo se il mondo sarà salvato dai ragazzini, se è ancora possibile una rivoluzione dal basso e che cosa possiamo fare, concretamente, per cambiare le cose. Ti inventerai uno spettacolo, immaginandolo sulla scena e poi lavorando per improvvisazioni, tentativi. Partorirai idee, abbandonerai strade, ne percorrerai di nuove. Salirai su un palco, farai delle prove, andrai in scena. Prenderai pure degli applausi.
Cosa saprai fare, alla fine
Imparerai alcune tecniche di gestione della voce e del movimento. Entrerai in contatto e in relazione con nuovi compagni, scoprendoli sotto nuovi punti di vista e condividendo con loro parte del tuo mondo interiore. Approfondirai un testo e i suoi dialoghi e capirai come analizzare personaggi, caratteri e psicologie. Saprai lavorare in gruppo, collaborare per dare corpo ad un’idea, tua o altrui: partecipare alla realizzazione di un’opera artistica collettiva. Saprai inventare, creare, costruire, ma imparerai anche quanto sia importante saper distruggere, rinunciare a qualcosa di tuo per poi ricominciare. Sperimenterai come gestire la tensione, la paura, l’adrenalina, convogliarle sul palco e trasformarle in energia positiva. E forse, alla fine, avrai qualche risposta in più su che cosa puoi fare tu, insieme agli altri, per cambiare il mondo.
Prof.ssa Carlotta Bonometti
Due o tre cose da sapere
Ogni giorno scorriamo titoli, immagini, video, post, commenti. Tutto sembra urgente, tutto chiede la nostra attenzione. Spesso non c’è tempo e spazio per fermarsi, comprendere nel profondo, dire la propria e confrontarsi con gli altri con apertura e rispetto. News Room nasce dal desiderio di creare un luogo in cui ciò che accade nel mondo non passi soltanto davanti ai nostri occhi ma diventi un’occasione per riflettere e discutere insieme. Affronteremo temi di politica, società, filosofia, economia, tecnologia, ambiente, diritti e libertà: questioni che attraversano il mondo che condividiamo e che, in modi diversi, finiscono per riguardare anche noi.
Cosa faremo in questo laboratorio
Ogni lezione si aprirà con una domanda. Da lì partiremo per leggere articoli, osservare opere d’arte e fotografie, ascoltare voci diverse, guardare brevi video, confrontare tesi e discutere casi. A volte useremo il dibattito per mettere in gioco punti di vista differenti, altre lavoreremo come una piccola redazione, analizzando una questione specifica per fare chiarezza nel caos delle informazioni a nostra disposizione. Non si tratterà di trovare la risposta giusta, ma di allenare il proprio sguardo per orientarsi dentro alla complessità del nostro tempo verso un futuro consapevole.
Cosa saprai fare, alla fine
Saprai leggere i fatti con occhi più attenti e critici, chiedendoti chi sta parlando, con quale linguaggio, con quale intenzione e su quali basi. Saprai esprimere la tua opinione nei dibattiti non solo spiegando cosa pensi, ma perché lo pensi, ascoltando chi è in disaccordo con te e mettendo alla prova le tue idee. Saprai orientarti meglio nel rumore del presente, riconoscendo l’affidabilità delle fonti e difendendoti dalla disinformazione. Proverai a capire quale posto vuoi occupare nel mondo, perché, come ricorda Hannah Arendt “l’educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità”.
La partecipazione a questo laboratorio costituisce credito per l’accesso ai programmi di mobilità internazionale.
Prof. Davide Manfredi
Due o tre cose da sapere
C’è stato un tempo in cui fare video era affare di pochi, le uniche immagini in movimento che si potevano vedere erano al cinema. Poi è arrivata la TV e fare video è diventato affare di un po’ più di persone. E infine è arrivata l’era del digitale e sappiamo com’è andata. Fare video è diventato un affare di tutti.
Facciamo però finta che tu non sappia proprio proprio di preciso cosa si nasconda dietro alla creazione di un video. E mettiamo anche che tua sia un po’ curioso di scoprirlo, curioso di capire perché quella inquadratura e non quell’altra, curioso di prendere in mano una videocamera e dare forma a ciò che fino al momento prima era solo immaginazione.
Cosa faremo in questo laboratorio
Ci saranno un po’ di cose da conoscere, un po’ di pezzi di storia del cinema che ti insegneranno le basi della progettazione di un video e un po’ di nozioni di fotografia per aiutarti a manovrare a sfruttare al meglio la tua videocamera. Abbiamo anche degli appuntamenti tradizionali da non mancare, come il video natalizio e il progetto di fine corso. Qua e là poi, durante l’anno, qualcuno ci chiederà di riprendere, tagliare, cucire, montare, registrare per dare vita a dei progetti scolastici ed extra-scolastici. Ci sarà un tempo anche per quelli. E, naturalmente, troverai spazio per le tue idee e i tuoi progetti personali
Cosa saprai fare, alla fine
Imparerai, a fare video per bene. Imparerai che fare video non è solo tenere in mano uno smartphone o una videocamera, ma è prima di tutto un’idea, un testo, uno storyboard. E poi un’inquadratura, una luce, un movimento (e anche un software per il montaggio, non è poetico, ma serve anche quello).
Lavorerai con i tuoi compagni del laboratorio, creerai video e foto per supportare i racconti della vita della scuola, creerai video per dare risalto agli eventi straordinari, creerai video per dare luce e movimento alle idee che hai in testa. In poche parole, imparerai a creare video, non semplicemente a fare video.
Perché alla fine un video è proprio questo: idee, luce e movimento.
La partecipazione a questo laboratorio avviene nella modalità del BPL quindi con invio di progetto INDIVIDUALE e selezione.
25121 Brescia
Telefono centralino
Da Lunedì al Sabato, dalle 7.30 alle 17.00
Istituto di istruzione superiore
segreteria@canossacampus.it
segreteria@pec.canossacampus.it
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